sabato 24 marzo 2018

Contromano (2017)

Prossimamente: Albanese, la mia immigrazione 'contromano'

 

Regista e protagonista della commedia in sala dal 29 marzo

Lo slogan, popolare ultimamente in Italia, "aiutiamoli a casa loro", muta in "riportiamoli, uno per uno, a casa loro" nella testa del metodico, solitario e esasperato commerciante milanese protagonista di Contromano, la commedia agrodolce sull'immigrazione, che segna il ritorno alla regia cinematografica, dopo 16 anni, di Antonio Albanese, anche interprete principale. Nel cast del film, prodotto da Fandango e Rai Cinema, in uscita il 29 marzo in 300 copie con 01 Distribution, anche Aude Legastelois e Alex Fondja.


    "'Contromano' nasce dal desiderio sociale come spettatore di raccontare in maniera diversa un tema così impetuoso, con garbo e leggerezza, che non è una parolaccia, partendo da un'idea paradossale e ironica, un rapimento" spiega Albanese, che aveva già diretto Uomo d'acqua dolce (1997), La fame e la sete (1999) e Il nostro matrimonio è in crisi (2002). "L'ostilità esasperata" verso gli immigrati, molto diffusa nella società di oggi, "anche se a volte può avere delle giustificazioni, mi spaventa, mi addolora e mi indebolisce. Ho paura soprattutto quando sento parlare di muri: quelli non solo dividono ma generano rabbia, vendette, malumori, comportamenti difficili da sradicare, che durano decenni. Per questo abbiamo cercato di raccontare il dialogo, non solo il dolore". Nel film, Mario Cavallaro (Albanese), cinquantenne con la vita scandita da rituali immutabili e solitudine, appassionato di ortocultura, perde il controllo quando davanti al negozio di famiglia di calze e cravatte, si installa un giovane immigrato, Oba (Fondja) che gli ruba i clienti vendendo calzini a pochi euro. L'idea folle in cui si lancia è narcotizzarlo, rapirlo e riportarlo con la sua auto in Africa.

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